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Chiesa di S. Francesco d'Assisi

La facciata della chiesa si trova incastonata nella parte centrale della struttura conventuale dedicata a S. Francesco d’Assisi risalente al 1585 e si presenta, in perfetto stile francescano, come una costruzione molto semplice. Nella parte superiore c’è il timpano che è sormontato da una croce semplicissima ed affiancato da due paraste laterali in stucco bianco. Nel triangolo in alto del timpano troviamo lo stemma francescano la cui ideazione risale al sec. XV e nella simbologia ci mostra il braccio del Cristo con quello di S. Francesco uniti da un unico chiodo a significare l’eterna fedeltà dell’Ordine Francescano al Signore Crocifisso. Poco più in basso troviamo un finestrone che, visto dall'interno della chiesa, presenta una vetrata opaca con il simbolo della croce. Scendendo, leggermente delimitata da una cornice in stucco, troviamo una nicchia scavata nel tufo al cui interno viene raffigurata l’Immacolata Concezione ed inginocchiati ai suoi piedi i Santi Francesco d’Assisi e S. Antonio da Padova, simboli incontrastati dell’anima ascetica francescana. Arriviamo così alla porta d’ingresso del tempio che è formata da un portale in tufo grigio scanalato con al centro la data di costruzione 1672. Sulla porta d’ingresso della chiesa era un tempo presente una vetrata che rappresentava l’Angelo dell’Annunciazione e la Madonna. Spostandoci lateralmente alla chiesa troviamo le campane dell’orologio pubblico e quelle sottostanti dell’antico convento di S. Francesco d’Assisi realizzate alcune nel 1709, altre nel 1862 (quelle della Chiesa e del convento) ed altre ancora in momenti diversi fino al 1914.

Al suo interno si presenta ad unica navata con una serie di piccoli altari, quattro per lato, sormontati da archi a tutto sesto che li proteggono, ed ognuno dei quali ospita nelle nicchie statue di Santi. Troviamo infatti statue, soprattutto in legno, raffiguranti S. Francesco d’Assisi, l’Immacolata Concezione, S. Antonio da Padova, S. Anna, S. Rosa da Viterbo, S. Teresa, S. Pasquale Baylon ed un antico Crocifisso. All'ingresso della chiesa inoltre c’è la preziosa statua della Madonna del Rosario di Pompei che ha trovato qui ospitalità da quando intorno agli anni ’70 del secolo scorso fu sconsacrata l’attigua cappella dell’Ave Maria o del Rosario. La volta di copertura della navata si presenta a botte unghiata ed è tutta ricoperta di affreschi che risalgono al ‘600. Le raffigurazioni centrali rettangolari mostrano le figure di santi popolari da S. Gennaro a S. Francesco d’Assisi circondati da angeli, mentre un piccolo riquadro ci ricorda anche la Venerabile Serva di Dio Suor Orsola Benincasa oriunda di Cetara e fondatrice delle suore Teatine dell’Immacolata Concezione. Ai lati, racchiuse in ovali, troviamo poi scene del Vecchio Testamento: Adamo ed Eva, il Diluvio Universale, Giobbe, il sacrificio di Isacco, Mosè salvato dalle acque del Nilo, Mosè che fa sgorgare l’acqua da una roccia, le tavole dei Dieci Comandamenti, il giudizio di Re Salomone, Davide e Golia e Giuditta ed Oloferne. Mentre nei triangoli laterali sono evidenziate le virtù teologali. La cupola è affrescata con un empireo paradisiaco in cui sono rappresentati nel cerchio esterno il Cristo Salvatore, al centro, circondato da uno stuolo di Santi con S. Pietro, che ha in mano le chiavi del triregno, S. Paolo con la sua spada, San Giovanni Battista che ha come pastorale una croce di legno, S. Francesco d’Assisi e S. Chiara, S. Gennaro con mitra e le ampolline con il suo sangue, S. Andrea Apostolo con la sua croce trasversale, S. Giuseppe con il bastone sovrastato da un giglio, S. Maria Maddalena con la sua chioma fluente ed un teschio tra le mani, la Madonna, S. Antonio di Padova, S. Lorenzo ecc. Nella parte centrale della cupola c’è poi la figura di Dio Padre su una nuvola sorretta dagli angeli al di sotto della quale c’è la colomba raffigurante lo Spirito Santo paraclito. Alla base della cupola, ai quattro estremi, ci sono dei pennacchi triangolari che come in quasi tutte le chiese raffigurano i quattro evangelisti: S. Matteo, S. Luca, S. Marco e S. Giovanni. Di pregio il quadro situato nell'abside dietro l’altare Maggiore che raffigura una “Deposizione” opera del pittore cetarese Marco Benincasa datata 1746.

 

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